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Gennaio 2011  » 

Quel genio di un lampione

Il lampione tuttofare è interamente italiano. Illumina la strada, è la stazione di servizio delle auto elettriche, è un hot-spot per Internet senza fili. Poi, all'occorrenza, diventa una telecamera di sorveglianza.

Era il 1982 e l'allora albergatore Piero Cecchini, oggi titolare della Umpi, piccola azienda tecnologica di Cattolica (Rimini), iniziò a lavorare al progetto. Una nuova legge prevedeva l'installazione in tutti bagni dell'hotel dei dispositivi di chiamata d'emergenza, le cordicelle da tirare in caso di malore. Per evitare di spaccare i muri, Cecchini pensò di utilizzare quelle che gli esperti chiamano onde convogliate, facendo viaggiare il segnale d'allarme nell'impianto elettrico già esistente. La tecnologia era nota da tempo, ma l'imprenditore romagnolo ebbe il merito di applicarla alla gestione dell'illuminazione pubblica. Intuizione vantaggiosa anche per il portafoglio dei Comuni, facendo risparmiare fino al 45%. Il sistema brevettato da Umpi è oggi usato in tutto il mondo e lo scorso 9 dicembre Umpi è stata inserita tra i tre finalisti dell'Aces (Academic Enterprises Awards) nella categoria "Energia Pubblica". Il premio, dedicato alle imprese più innovative del 2010, è aperto a tutte le società dell'Ue, con l'aggiunta di Russia e Israele. Il vincitore finale verrà annunciato il 3 febbraio.
Da qualche anno, la ditta romagnola con una cinquantina di dipendenti, sfrutta i lampioni per fornire servizi ai cittadini. L'applicazione pratica permette di usare gli impianti di illuminazione come reti Wi-Fi, con i lampioni che fungono da snodi per creare punti di connessione. Ma anche come ricarica per veicoli elettrici, base per telecamere di videosorveglianza, per piccole centrali meteo e per informazioni di qualsiasi genere. "Tutti servizi che un'amministrazione pubblica può fornire ai suoi cittadini senza spese aggiuntive, visto che se li ripaga con il risparmio energetico", spiega Moretti.