Inventata nel 1947 dal fisico angloungherese Gábor Dénes (la scoperta nel 1971 gli valse il Nobel per la fisica) l'olografia è probabilmente tra le tecnologie più favoleggiate dei nostri tempi. al di là delle sue versioni cinematografiche, negli ultimi quarant'anni l'olografia ha fatto registrare progressi sostanziali, tanto che s'ipotizza che entro i prossimi anni la comunicazione olografica diventerà una realtà diffusa come quella della comunicazione con i telefonini: ad esempio, per rendere molto più coinvolgente la presenza a distanza nelle videoconferenze, ma anche a scopi ludici e ricreativi. lo scorso novembre un gruppo di ricercatori dell'Università dell'Arizona ha creato un sistema per la proiezione di immagini tridimensionali visibili ad occhio nudo. L'immagine (seppur monocromatica), è a colori e si auto-aggiorna ogni due secondi. Una scansione questa troppo lenta per poter competere con quella di un video o con la velocità cinematica di "Avatar", ma insomma, è un inizio.
I ricercatori l'hanno battezzata Telepresenza Tridimensionale e troverebbe applicazioni immediate (dai sette ai dieci anni secondo i suoi creatori), in medicina, pubblicità, intrattenimento e telefonia. Ora si può trasmettere un'immagine tridimensionale da qualsiasi posto del mondo a un altro. E questa immagine non è fissa, si auto-aggiorna ogni due secondi. Sebbene il lasso di tempo che corre tra un fotogramma e l'altro sia notevole, il cambiamento crea comunque l'impressione che l'immagine si stia muovendo. E quando si velocizzerà il passaggio da un fotogramma all’altro le possibilità diventeranno straordinarie.