È il risultato del Networked Society City Index, preparato da Ericsson insieme ad Arthur D. Little e integrato con l'analisi della situazione delle due città italiane. L'indice passa al microscopio 25 tra le maggiori città di tutto il mondo, per comprendere qual è il livello di utilizzo dell'ICT nei diversi Paesi e qual è la relazione tra questo e la qualità della vita dei cittadini. Al primo studio sono stati aggiunti oggi i casi di Roma e Milano, che non erano presenti nella versione originale del rapporto. Con risultati sorprendenti.
«Lo sviluppo dell'ICT è direttamente collegato all'andamento del Pil – spiega Nunzio Mirtillo, presidente e general manager di Ericsson per la regione mediterranea - Facendo un'analisi sui 33 Paesi Ocse abbiamo calcolato che esiste una connessione diretta tra la velocità della connessione internet e lo sviluppo. A un raddoppio della velocità di banda corrisponde un aumento dello 0,3 per cento del Pil. Che cresce in maniera lineare: per cui, se quadruplichiamo la velocità della banda, il prodotto interno lordo cresce dello 0,6%, che significa qualcosa come 200 miliardi di euro nell'area Ocse».
Visto che, secondo i dati Ericsson, il 60% del Pil mondiale è prodotto nelle 600 città più grandi e che entro il 2030 il 60% della popolazione mondiale vivrà in una metropoli, lo sviluppo dell'ICT si collega, poi, con lo sviluppo delle grandi città.
Stoccolma, Singapore e Seul fanno la migliore leva sull'ICT. In questo contesto nasce l'idea di analizzare in maniera particolare cosa sta accadendo nelle grandi città. Quindi, nell'indice ci sono parametri che considerano le infrastrutture, i costi dei servizi, il grado di utilizzo che ne fanno i cittadini. Ma anche, in termini di impatto reale, le emissioni di CO2, la qualità dei servizi sanitari, il traffico, la sicurezza, la qualità dell'istruzione: tutte categorie che migliorano con l'aumento della penetrazione dell'ICT.
Mialno e Roma, secondo il rapporto, hanno un buon livello di investimenti in ICT rispetto ad altre città europee avanzate.