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Ottobre 2011  » 

Il mantello invisibile è subacqueo

Un mantello in grado di garantire l’invisibilità è ciò che un gruppo di scienziati dell’università di Dallas è riuscito a sperimentare per far scomparire gli oggetti sott’acqua, sfruttando una serie di nanotubi al carbonio e calore

I nanotubi hanno lo spessore di una molecola di carbonio e la densità dell’aria, ma la forza dell’acciaio. Al momento si possono ipotizzare diverse applicazioni per questa scoperta: dalla ricerca aerospaziale alla medicina nanotecnologica.

Il miraggio subacqueo viene creato perché la luce cambia direzione quando passa attraverso un elemento di differente densità, come appunto i microscopici tubi. È un po’ quello che avviene nelle giornate calde quando, per via di un effetto ottico, si vedono le oasi su superfici molto calda come, per esempio, una strada asfaltata. L’effetto è un fenomeno della fisica, causato dalla diversa temperatura e dalla densità dell’aria.

Gli scienziati americani sono stati, quindi, in grado di ricreare il medesimo effetto riscaldando i nanotubi di carbonio e l’acqua circostante. I nanotubi immersi nel liquido raggiungono così in brevissimo tempo la temperatura d’esercizio e l’effetto in stile mantello invisibile è immediato: si attiva e si spegne con il clic di un interruttore.