Il menu tecnologico è un mix di Facebook, LinkedIn, Groupon e MeetUp. Quello vero, invece, può variare tra un sushi, un pollo al curry, un'impepata di cozze o un hamburger a due piani. Tutto parte dalla rete per poi allontanarsene, al punto che una delle poche regole del gioco è "via gli smartphone, disconnettiamoci tutti". Si presenta così il 'social dining', pranzi o cene organizzati al computer con l'obiettivo di allargare la propria rete sociale. Negli Stati Uniti il fenomeno è già tendenza, trainato da due startup che incarnano alla perfezione le diverse motivazioni che spingono a sedersi a tavola con degli estranei.
Il primo esempio è Grubwithus, servizio nato dalla fantasia di due buongustai americani, Eddy Lu e Daishin Sugano. l servizio non ha fatto altro che crescere, conquistando l'attenzione di siti specializzati come Mashable e TechCrunch, fino ad arrivare sulle pagine del New York Times. Il funzionamento è estremamente semplice: basta andare sul sito, selezionare la città d'interesse e passare in rassegna le varie cene in programma. A ogni appuntamento partecipano dalle cinque alle ventiquattro persone, a seconda del ristorante e del "tono" della cena. A cena valgono poche e semplici regole: arrivare puntali, togliere di mezzo i telefoni cellulari e soprattutto gli smartphone, parlare di tutto ma sempre nel rispetto delle differenze religiose, politiche, etiche e così via. Al momento gli utenti che utilizzano Grubwithus sono circa 10.000.
Da gennaio è nata anche LetsLunch.com, sempre da due giovani. Utilizza lo stesso principio del concorrente ma per ottenere scopi diversi, sopratutto orientati al business.