Uno degli spot più emozionanti di sempre non poteva che avere dietro la macchina da presa un mostro sacro del calibro di Spike Lee. Siamo comunque certi che il maestro Lee non ce ne vorrà se dedichiamo questo spazio alla grandezza e alla carica emotiva del protagonista e delle sue parole. Lo spot della campagna Telecom 2004 può infatti vantare un primo attore d'eccezione: il Mahatma Gandhi. Il profeta della non violenza è stato scelto per valorizzare il concetto già epresso nel 2003: "Comunicare è vivere". In questo spot, ambientato durante il secondo conflitto mondiale, le vere parole di Gandhi pronunciate durante la conferenza per le relazioni interasiatiche svoltasi a New Dehli il 2 aprile 1947, riecheggiano in tutto il mondo grazie alle tecnologie dei nostri giorni. E' un messaggio carico di speranza. La speranza di riuscire a convincere l'umanità intera che siamo tutti fratelli, figli dello stesso, unico, mondo. Lo spot è stato girato in sei giorni di cui 4 trascorsi negli studi di Cinecittà di Roma (dove è stata magistralmente ricostruita la Times Square degli anni '40) e due in esterna. Il regista Spike Lee si è avvalso della collaborazione di Tom Siegel che ha curato magistralmente la fotografia e del duo Pieter Burke e Lisa Gerrard autori delle splendide musiche. L'uso del chiaroscuro e degli effetti particellari hanno attribuito credibilità temporale mentre la colonna sonora Sacrifice ha contribuito ad enfatizzare la solennità delle parole di Gandhi. L'insieme di questi elementi, sapientamente dosati, ha dato vita ad una delle più belle pubblicità di sempre come conferma il primo premio vinto al Gran galà della pubblicità del 2005. Il successo è stato talmente ampio da spingere Telecom a riproporre lo spot rimasterizzato e a colori nel 2008. Vi lascio alle emozioni dei due video e alla riflessione a cui sicuramente vi porteranno.
In un periodo storico tanto delicato chissà cosa sarebbe successo se Gandhi avesse davvero potuto portare le sue parole a milioni di persone in ogni angolo del mondo. Non lo sapremo mai con certezza, ma in cuor nostro crediamo che avrebbe persino potuto influire sui tristi eventi che conosciamo e cambiare le sorti della storia.